Inquadramento normativo

Substrati a norma di legge

La produzione e la commercializzazione dei substrati di coltivazione è disciplinata dalla normativa per i fertilizzanti, decreto legislativo 29 aprile 2010, n.75 (Gazzetta Ufficiale n. 121 del 26 maggio 2010) e successive modifiche ed integrazioni. La norma che definisce i substrati come “i materiali diversi dai suoli in situ dove sono coltivati i vegetali prevede due tipi di prodotto: il substrato di coltivazione base e il misto, per i quali vengono esplicitate le materie prime utilizzabili, i requisiti chimico-fisici definiti in termini di pH, conducibilità elettrica, carbonio organico e densità apparente. La normativa specifica anche quali parametri devono essere dichiarati in etichetta (obbligatori e facoltativi) indicandone le relative tolleranze ovvero di quanto il valore dichiarato potrà discostarsi dal valore riscontrato ad un controllo.

Il substrato di coltivazione base e misto

Il substrato base può essere preparato con diversi materiali di natura organica tra cui: ammendante vegetale semplice non compostato (es. fibra di cocco, lolla di riso, fibra di legno ecc.), ammendante compostato verde, torba acida, torba neutra, torba umificata. Questi possono essere usati da soli, miscelati fra loro, o con l’aggiunta di altri materiali organici, materiali di origine minerale, prodotti ad azione specifica, correttivi e concimi. Per il substrato di tipo misto sono valide le medesime componenti e in più vi è la possibilità di utilizzare anche l’ammendante compostato misto. La differenza sostanziale tra i due tipi di substrato è rappresentata dai valori soglia dei parametri di legge che li definiscono, ovvero: pH, conducibilità elettrica, densità apparente secca, carbonio organico, come riportato in tabella.

Il substrato consentito in agricoltura biologica

I substrati di coltivazione base o misto ammessi all’uso in agricoltura biologica sono differenti dai substrati per l’uso convenzionale, esclusivamente per le materie prime che possono essere impiegate. Infatti per la coltivazione biologica non possono essere impiegate le seguenti matrici: il letame artificiale, la lignite e la lana di roccia, mentre le zeolititi sono consentite, unicamente, se di origine naturale e non trattate né arricchite chimicamente. Inoltre le componenti che rientrano tra gli ammendanti, i concimi e i prodotti ad azione specifica possono essere utilizzati nella formulazione di un substrato destinato all’agricoltura biologica solo se a loro volta sono consentiti per questo impiego.

 Etichetta dei substrati

Tutti i prodotti immessi in commercio, a titolo oneroso o gratuito, devono essere identificati ed etichettati secondo le norme riportate in allegato 8 d.lgs. 75/10.

L’etichetta è quella parte che contiene le dichiarazioni obbligatorie e facoltative previste dalla normativa. Per entrambi i tipi di substrato, il fabbricante deve dichiarare obbligatoriamente il pH, la conducibilità elettrica, la densità apparente secca, la porosità totale, il volume commerciale, e le componenti utilizzate (quando maggiori del 5% v/v) oltre ad eventuali concimi aggiunti. Per i concimi, la cui presenza va dichiarata indipendentemente dalla quantità utilizzata, andrà specificato se si tratta di concime minerale semplice, concime minerale composto, concime organo-minerale, concime organico. Inoltre deve essere indicata anche l’eventuale miscelazione, del concime, a specifici prodotti ad azione specifica sui fertilizzanti.

Per entrambi i tipi di substrato, le dichiarazioni facoltative, che si possono aggiungere in etichetta, sono: le indicazioni sull’uso del substrato (es. semina, rinvaso, paesaggistica, ecc.), le specie vegetali coltivabili, la dicitura “per specie acidofile” (in questi casi il pH deve essere compreso tra 3,5 e 5,0), il carbonio organico e il titolo di N, P2O5 e K2O aggiunto come concime.

Metodi di analisi

I valori dichiarati in etichetta fanno riferimento a parametri determinati con metodiche ufficiali. Per l’etichettatura dei substrati di coltivazione, i metodi di analisi adottati, sono le metodiche europee sviluppate dal Comitato Europeo di Normazione CEN TC 223 “Soil improvers and growing media” rettificati, in Italia, da UNI, Ente Nazionale Italiano di Unificazione .

Per approfondire: metodi di analisi

Nel caso dei substrati di coltivazione adatti all’uso in agricoltura biologica, in etichetta dovrà essere riportata la dichiarazione CONSENTITO IN AGRICOLTURA BIOLOGICA, con l’indicazione di ogni materia prima utilizzata, specificando altresì gli eventuali requisiti aggiuntivi previsti.

Registro Fabbricanti e Fertilizzanti

Il responsabile dell’immissione in commercio di un substrato di coltivazione dovrà risultare iscritto nel registro dei fabbricanti di fertilizzanti, mentre i substrati a seconda della loro destinazione d’uso, dovranno essere iscritti nel registro dei fertilizzanti uso convenzionale o uso biologico, prima della commercializzazione.

Per approfondire: registro fabbricanti e fertilizzanti