Bonus Verde 2018

Il Bonus verde è un valido supporto per incentivare le spese per la creazione, gestione e manutenzione del verde e quindi anche per l’acquisto di mezzi tecnici fondamentali, quali i substrati di coltivazione e gli ammendanti.

Il Bonus verde 2018 è stato previsto dalla legge di bilancio 2018, consiste in  una detrazione Irpef del 36% sulle spese sostenute nel 2018.

 

Interventi per i quali è possibile beneficiare del bonus:

  • sistemazione a verde di aree scoperte private di edifici esistenti, unità immobiliari, pertinenze o recinzioni, impianti di irrigazione e realizzazione pozzi
  • realizzazione di coperture a verde e di giardini pensili.

La detrazione va ripartita in dieci quote annuali di pari importo e va calcolata su un importo massimo di 5.000 euro per unità immobiliare a uso abitativo, comprensivo delle eventuali spese di progettazione e manutenzione connesse all’esecuzione degli interventi.

Il pagamento delle spese deve avvenire attraverso strumenti che consentono la tracciabilità delle operazioni (per esempio, bonifico bancario o postale).

Volume commerciale: quantità

Le aziende associate AIPSA sottolineano l’importanza di avere un unico riferimento per la determinazione del volume commerciale.

Il metodo ufficiale di riferimento per la determinazione e il controllo della quantità confezionata è lo standard europeo UNI EN 12580, elaborato dal TC 223 del CEN (European Committee for Standardization).

Ulteriori approfondimenti alla pagina dedica al volume commerciale

Scegliere il metodo analitico giusto

NOTA CTS AIPSA: metodi di analisi e laboratori competenti

La richiesta di analisi per la caratterizzazione e il controllo dei substrati o delle materie prime, risponde a quattro possibili esigenze: il controllo interno della produzione, la valutazione di conformità del prodotto ai requisiti di legge, la predisposizione di nuove etichette e infine la richiesta di analisi di controllo in caso di controversie con i clienti. Tranne nel primo caso, solitamente l’analisi è effettuata in laboratori esterni, pubblici e privati. In tutti i casi è fondamentale la conoscenza e quindi la scelta del metodo di analisi da applicare, per ottenere dati analitici “validi”. Infatti, ad eccezione del primo caso, in cui l’azienda può interpretare il dato analitico in autonomia, disponendo di una serie storica sulla quale basarsi, per gli altri scopi è necessario che il dato analitico prodotto sia chiaramente e universalmente interpretabile. Per l’analisi di conformità, in particolare, i dati ottenuti devono essere prodotti impiegando i metodi previsti dalla normativa, che per l’Italia sono le metodiche UNI-EN specifiche per i substrati di coltivazione.
In caso di controversie, il metodo analitico applicato deve essere un metodo del quale sia stata verificata l’idoneità alla matrice (substrato di coltivazione, non terreno, suolo, o altro, …), conosciuto e diffuso almeno a livello nazionale, e standardizzato.
La scelta del laboratorio al quale inviare i campioni di substrati o di loro materie prime non deve essere basato quindi su altri fattori (comodità, economicità ma anche possesso di certificazioni) ma unicamente sul fatto che esso impieghi metodi di analisi propri dei substrati e che li sappia valutare in modo idoneo.
Per la misura della salinità (conducibilità elettrica) e del pH, ad esempio, i due metodi sui quali si dispone di abbondante letteratura e che sono stati messi a punto specificamente sui substrati sono i due metodo UNI-EN 13037 e 13038 e il metodo Sonneveld. Ma poiché la nostra normativa prevede limiti a tali parametri misurati con i due metodi EN, sarebbe auspicabile, utilizzare questi.

Discorso a parte meritano i biosaggi, per i quali esistono metodi dedicati.

Speciale Substrati Guida di aggiornamento tecnico-professionale

Per festeggiare i 10 anni di attività di AIPSA, da un’idea di GreenUp e Flortecnica, è nato lo Speciale Substrati

Uno speciale dedicato al mondo dei substrati per una ricorrenza importante, per festeggiare 10 anni di attività di Aipsa, Associazione italiana produttori di substrati e ammendanti. Una realtà che raggruppa al suo interno le migliori aziende che operano nel mercato dei substrati e terricci, sia per quanto riguarda il settore professionale, come per quello hobbistico. Un esempio associativo che ha saputo fare sistema e lavorare assieme per sostenere i singoli soci, ma soprattutto per dare risposte concrete alle richieste del mercato e degli operatori. Per far crescere il mercato stesso. Non per altro, substrati e terricci sono prodotti fondamentali per l’attività del florovivaismo e del giardinaggio. In questo speciale, studiato e realizzato in stretta collaborazione con Paolo Colleoni e Daria Orfeo, rispettivamente Presidente e Responsabile delle attività associative di Aipsa, abbiamo cercato di ripercorrere le tappe fondamentali del lavoro dell’associazione, che si è adoperata per dare un forte impulso al settore, sia in termini tecnici, sia commerciali. Basti pensare alla pubblicazione del documento sulle ‘Linee guida substrati di coltivazione’, uno strumento di informazione univoca, concisa, ma allo stesso tempo il più possibile completa dei prodotti in  commercio, a garanzia del produttore e a tutela dell’utilizzatore.

Uno speciale che ci ricorda quali sono le definizioni dei componenti che costituiscono i substrati, oltre a suggerirci come scegliere i substrati. C’è spazio anche per la ricerca, grazie al fatto che dal 2014 all’interno di Aipsa è stato costituito un Comitato Tecnico Scientifico, coordinato da Patrizia Zaccheo, la quale svolge attività di ricerca nell’ambito della Chimica del Suolo e dei Substrati ed è responsabile del Laboratorio Substrati presso il dipartimento di Scienze Agrarie e Ambientali dell’Università di Milano.

Un’ associazione che rappresenta delle aziende ma fatta di persone che discutono, si confrontano e condividono. Basta citare due numeri: 23 le imprese che rappresenta, oltre all’80% del fatturato dell’intero settore.

Bene Aipsa, continua così!

Sfoglia qui lo Speciale Substrati