Scegliere il metodo analitico giusto

NOTA CTS AIPSA: metodi di analisi e laboratori competenti

La richiesta di analisi per la caratterizzazione e il controllo dei substrati o delle materie prime, risponde a quattro possibili esigenze: il controllo interno della produzione, la valutazione di conformità del prodotto ai requisiti di legge, la predisposizione di nuove etichette e infine la richiesta di analisi di controllo in caso di controversie con i clienti. Tranne nel primo caso, solitamente l’analisi è effettuata in laboratori esterni, pubblici e privati. In tutti i casi è fondamentale la conoscenza e quindi la scelta del metodo di analisi da applicare, per ottenere dati analitici “validi”. Infatti, ad eccezione del primo caso, in cui l’azienda può interpretare il dato analitico in autonomia, disponendo di una serie storica sulla quale basarsi, per gli altri scopi è necessario che il dato analitico prodotto sia chiaramente e universalmente interpretabile. Per l’analisi di conformità, in particolare, i dati ottenuti devono essere prodotti impiegando i metodi previsti dalla normativa, che per l’Italia sono le metodiche UNI-EN specifiche per i substrati di coltivazione.
In caso di controversie, il metodo analitico applicato deve essere un metodo del quale sia stata verificata l’idoneità alla matrice (substrato di coltivazione, non terreno, suolo, o altro, …), conosciuto e diffuso almeno a livello nazionale, e standardizzato.
La scelta del laboratorio al quale inviare i campioni di substrati o di loro materie prime non deve essere basato quindi su altri fattori (comodità, economicità ma anche possesso di certificazioni) ma unicamente sul fatto che esso impieghi metodi di analisi propri dei substrati e che li sappia valutare in modo idoneo.
Per la misura della salinità (conducibilità elettrica) e del pH, ad esempio, i due metodi sui quali si dispone di abbondante letteratura e che sono stati messi a punto specificamente sui substrati sono i due metodo UNI-EN 13037 e 13038 e il metodo Sonneveld. Ma poiché la nostra normativa prevede limiti a tali parametri misurati con i due metodi EN, sarebbe auspicabile, utilizzare questi.

Discorso a parte meritano i biosaggi, per i quali esistono metodi dedicati.

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